mercoledì 10 settembre 2014

La linfangioleiomiomatosi

Guardando un programma in televisione, una donna americana raccontava la sua malattia. Parlava della LAM...
LAM è l'abbreviazione della rara malattia chiamata "linfangioleiomiomatosi".

lunedì 6 gennaio 2014

Buone feste caro LUCA!

Caro LUCA,
scusami il ritardo ma devo ammettere che scegliere un regalo per te è stata una cosa veramente difficile e forse dopo tanto tempo non è ancora quello giusto.
Non penso si possa eguagliare il tuo regalo!
Sei stato tanto generoso con noi, con me, talmente tanto che è proprio giusto ringraziarti.
Quarto miliardi di anni fa sei arrivato e da li non te ne sei più andato. Sono quattro miliardi che vivi dentro tutti noi! (So che qualcuno ancora non lo sa, ma non ti preoccupare, lo verranno a sapere prima o poi!)
Tu hai fatto a me, e a tutti noi il regalo più bello che qualcuno possa ricevere; ci hai donato una parte di te che non tornerà mai più indietro! (O almeno così penso, magari qualcuno di noi, grazie ai tuoi geni, troverà il modo di tornare indietro nel tempo e farà in modo che tu non ci doni più nulla, ma questo nessuno lo sa! :) )

Beh, LUCA, arriviamo al sodo! So che vuoi sapere cosa ti ho regalato! Quest'anno il mio regalo di Natale/Epifania è............ (rullo di tamburii!)


mercoledì 30 ottobre 2013

VISCO DENS

"Quanti di voi sanno la differenza tra DENSITÀ' e VISCOSITÀ'?"

E' questa la domanda che ci è stata fatta dal Prof durante una lezione di Scienze della Terra.
Dopo averci spiegato la differenza, che (per lasciare un po' di suspense) vi spiegherò dopo, il nostro Prof ci ha chiesto di parlarne a casa e scrivere un post sulla reazione dei nostri genitori.

Mamma:
Otite:"Mamma, il Prof ci ha dato un compito, mi dovresti dare una mano, anzi una tua opinione!"
Mamma mi guarda in modo sospettoso e in silenzio annuisce.
Otite:"Mi spiegheresti la differenza, secondo te, tra DENSITÀ' e VISCOSITÀ?"

Mamma:  "Ma sei seria?"
Otite annuisce e Mamma allora continua dicendo:" Allora fammi pensare... Vediamo un po' la densità è un qualcosa di denso, come una crema per il viso e la viscosità è un qualcosa di viscido, no?"
Otite sotto i baffi se la ride ma non dice niente. Allora Mamma la guarda:"Ti conviene non prendermi in giro! Non lo so! Spiegamelo tu! Almeno ci ho provato! "
Otite allora, compassionevole per la sua mamma che l'aveva fatta ridere risponde:"Allora Mamma, la differenza non è difficile. La differenza tra DENSITÀ' e VISCOSITÀ è........".
Ehehehehe no! Mica ve lo dico adesso! Dovete aspettare ancora un po'!:)

Papà:
Otite:"Papà, il Prof ci ha dato un compito, mi dovresti dare una mano, anzi una tua opinione!".
Papà fa finta di ascoltare annuendo e allora Otite lo richiama.
Papà annuisce ancora dicendo:"Sisi, hai ragione!"
Così Otite, per richiamare la sua attenzione, dice:"Sai Papà mi sono fatta un tatuaggio!"
Inizialmente Papà annuisce, poi Papà urla:"Cosa hai fatto tu?"
Otite ridendo continua:"Niente, era solo un modo per attirare la tua attenzione, ho bisogno di te! Il Prof. ci ha dato un compito, dobbiamo essere in grado di definire la diversità tra DENSITÀ' e VISCOSITÀ. Allora tu che ne pensi."
Papà ormai tranquillo del fatto che Otite non fosse tatuata le risponde, nascondendo che non lo sa: "Adesso non ho tempo, non vedi che sto lavorando? Ne parliamo dopo!"
Otite uscendo dalla studio sghignazzando gli risponde:"Se lo cerchi su Google però stai attento a guardare bene!"
Papà ridendo la saluta.

Insomma arrivati alla conclusione, Mamma e Papà non sono arrivati alla risposta della mia domanda!
A questo punto mi rimane da chiedere:"C'è nessuno che lo sa?"




Ma no dai scherzo! Io lo so;)

La differenza tra DENSITÀ' e VISCOSITÀ è piuttosto semplice.
La densità è il rapporto tra massa e volume. La densità ci dice quanto sono concentrate le particelle all'interno della materia. Insomma è per questo che l'olio galleggia sull'acqua. 
La viscosità è una grandezza fisica che quantifica la resistenza allo scorrimento dei fluidi e dipende dai legami che ci sono all'interno delle sue particelle. Può essere definita come la resistenza allo scorrimento dei fluidi, dovuto dalla forza di legame all'interno dello stesso fluido. 
L'acqua quindi è più densa mentre il miele, ad esempio, è più viscoso. 


P.S.: scusatemi per alcune delle "cavolate" dette! Il Prof di Scienze della Terra non centra nulla con queste! 

lunedì 21 ottobre 2013

Il magma

Il magma è un sistema chimico-fisico complesso costituito da una fase liquida prevalente, il fuso, da una o più
fasi solide minerali ed eventualmente da una fase gassosa.
La composizione di un magma è sempre silicatica e può avere una notevole variabilità. Oltre all'acqua, un magma è formato da altri elementi chimici essenziali, presenti con percentuali sotto lo 0.1%. Elementi come il silicio (Si) e alluminio (Al) sono presenti nel liquido magmatico sotto forma di ioni complessi. 
Il magma si presenta come un liquido incandescente caratterizzato da temperature tra i 650°C e i 1300°C. 



domenica 20 ottobre 2013

Processo magmatico e rocce ignee

L'interno della Terra è solido per migliaia di chilometri fino al limite mantello-nucleo; però, grazie ai fenomeni vulcanici, sappiamo che sono presenti zone dove sono presenti materiali allo stato fuso che possono risalire verso la superficie terrestre trasportando calore. Le masse fuse di cui sto parlando si chiamano magmi.

Buona parte delle rocce della crosta terrestre si è formata per il raffreddamento e consolidamento in
profondità di magma, oppure, per la solidificazione in superficie, dove il magma può fuoriuscire sotto forma di lava.

In entrambi i casi queste rocce vengono chiamate ignee, vulcaniche o magmatiche.






giovedì 17 ottobre 2013

Il ciclo litogenetico

I processi responsabili della formazione delle rocce fanno parte di un ciclo, ciclo litogenetico o ciclo delle rocce.
Questo ciclo si ripete senza sosta e fa si che le rocce appartenenti ai tre grandi gruppi genetici possano passare da un tipo all'altro, nel corso del tempo e di differenti processi.


mercoledì 16 ottobre 2013

Scienze della Terra e le rocce della crosta terrestre

Ciao a tutti, comincio con le scuse per non aver pubblicato post per molto tempo. Ma la scuola è stata abbastanza massacrante a causa di una serie di verifiche e così solo oggi ho trovato del tempo per scrivere qualcosa.
Quest'anno abbiamo cominciato con Scienze della Terra. Il termine scienze della Terra attualmente si usa per identificare quel gruppo di discipline che hanno come oggetto di studio il sistema Terra nella sua completezza e complessità.
Visto che non sono riuscita a pubblicare post, non rimarrò indietro con le cose che faccio; ho deciso di riprendere brevemente i tipi di rocce e il ciclo litogenetico, per poter poi parlare del processo magmatico e delle rocce ignee. Man mano che affronterò alcuni argomenti non trattati precedentemente li riprenderò brevemente, in modo da avere dei post riassuntivi.

domenica 15 settembre 2013

RECENSIONE BLOG: L'orologiaio miope

Nel panico ancora più totale per trovare un blog che trattasse argomenti scientifici e che non fosse "noioso" ai miei occhi. Mi sono imbattuta nel blog "L'orologiaio miope" che tratta con entusiasmo e curiosità il mondo animale che abita il nostro pianeta. La blogger, Lisa Signorile, nei suoi articoli ci parla con vivacità degli animali più particolari, delle "stranezze" della natura, delle evoluzioni di alcuni animali, delle devoluzioni di altri. E' un blog interessante, che si legge piacevolmente e che molti apprezzano. Oltre a trattare di argomenti attuali la blogger ci racconta anche del passato, spiegandoci le loro attitudini e abitudini, le loro caratteristiche.
Il nome del blog, particolare e che attira l'attenzione, è spiegato dalla Blogger stessa. L. Signorile ci spiega che il suo blog tratta "di quegli animali, non abbastanza fotogenici per i divulgatori televisivi, non abbastanza esemplari per i testi patinati, non abbastanza grandi per essere notati." (Cit. L'orologiaio miope). Il nome deriva proprio da questo; dal fatto che gli animali di cui si parla nel blog non sono stati "disegnati dal famoso "orologiaio cieco", ma da uno un pochino miope; che li ha resi diversi. E' un blog divertente e diverso dagli altri che mi ha fatto piacere visitare questa estate.

L'orologiaio cieco è un saggio pubblicato nel 1986 dal biologo e divulgatore scientifico Richard Dawkins che tratta la teoria dell'evoluzione darwiniana. Per saperne di più: http://it.wikipedia.org/wiki/L'orologiaio_cieco.

Alcune foto recuperate dal Blog:
"
"Il gamberetto coi superpoteri"

"Il gamberetto coi superpoteri"


mercoledì 11 settembre 2013

RECENSIONE LIBRO: "Viaggio al centro della Terra" di Jules Verne



Pur non essendo un genere da me adorato quello fantascientifico, "Viaggio al centro della Terra" mi ha piacevolmente sorpresa. Verne affronta il suo viaggio verso il centro della Terra trasmettendoci tutto il suo entusiasmo. Racconta in un brevissimo romanzo la sua avventura riempiendolo di contenuti ironici, scientifici e avventurosi. Certo, è vero che per noi, uomini che vivono nel ventunesimo secolo, la storia di Jules Verne ricca di personaggi e luoghi fantastici è praticamente frutto della sua semplice immaginazione. Ma, da come la storia ci insegna, l'ottocento è stato il periodo in cui tutte le scienze cominciarono a muovere i primi passi. Un uomo che leggeva il romanzo di Verne in quel periodo lo affrontava con interesse perché vedeva in quel che leggeva una sorta di "verità alternativa". Il mio pezzo preferito è stato quando Verne, Axel e Hans (la guida esperta che i due avevano pagato in Islanda per aiutarli) arrivano nel punto dove Saknussem era giunto prima di loro. I tre, ormai vicini al centro della Terra, non riescono però a superare il masso trovato lungo il cammino; dopo aver cercato di farlo esplodere si ritrovano sull'Isola di Stromboli a causa dell'esplosione effettuata dalla dinamite usata per far saltare il masso. Anche se il linguaggio è un po' difficile e i periodi sono abbastanza lunghi, questo romanzo è stato piacevole e "divertente".


lunedì 27 maggio 2013

Le mappe cromosomiche


Un nuovo passo avanti nello studio dei geni fu quello effettuato da J. H. Muller.

Egli scoprì che l’esposizione ai raggi X aumentava notevolmente la velocità con cui avvenivano le mutazioni in Drosophila. Anche altre forme di radiazioni agivano da mutageni, cioè da agenti in grado di produrre mutazioni. A mano a mano che nel ceppo di moscerini studiato da Mendel veniva prodotto un numero sempre più alto di mutanti, divenne possibile effettuare esperimenti di incrocio in cui i moscerini differivano per più di una caratteristica.

domenica 19 maggio 2013

Le malattie genetiche

Uomo indiano con le orecchie pelose
Tra i geni umani che sono portatori di caratteri legati al sesso ci è il gene responsabile della presenza dei peli sui lobi delle orecchie; esso si trova sul cromosoma Y ed è assente sul cromosoma X.
Nella specie umana è più facile che si verifichi la situazione opposta; poiché il cromosoma Y è più piccolo e porta un numero molto minore di informazioni genetiche rispetto al cromosoma X.
L'ereditarietà dei caratteri recessivi legati al cromosoma X è particolarmente studiata per alcune malattie umane. La peculiarità di questa ereditarietà rispetto a quella dei caratteri studiati da Mendel si manifesta in diversi modi:

  • Le femmine eterozigoti sono in genere fenotipicamente normali in quanto la presenza dell'allele sano permette alle cellule di svolgere le proprie funzioni;
  • I maschi, se portatori dell'allele recessivo, manifestano il fenotipo della malattia perché essi ne possiedono uno solo;
  • Se un uomo sano e una donna eterozigote hanno dei figli,  le figlie femmine hanno il 50% del probabilità di essere sani e il 50% delle probabilità di essere malati;
  • Una donna può manifestare la malattia solo se il suo genotipo è nella forma omozigote recessiva. 

venerdì 17 maggio 2013

Un altro personaggio: Morgan e i suoi studi sui cromosomi sessuali

Durante gli anni in cui gli esperimenti di Mendel erano rimasti ignorati, erano stati fatti molti progressi nel campo della microscopia e anche nello studio della struttura della cellula. Fu in questo periodo che vennero individuati i cromosomi e furono osservati per la prima volta i loro movimenti durante la mitosi e la meiosi.
W. Sutton
Nel 1902 W. Sutton stava studiando la produzione di gameti nei maschi di cavalletta quando egli notò che i cromosomi risultavano appaiati sin dall'inizio della prima divisione meiotica e i due cromosomi che costituivano ogni coppia si assomigliavano notevolmente.
Nelle cellule diploidi i cromosomi sembrano essere raggruppati in coppie.  L'appaiamento era però, a causa degli strumenti di allora, possibile da riconoscere solo all'inizio della prima divisione meiotica. Un occhio esperto, era però in grado di riconoscere l'appaiamento anche durante la metafase della mitosi.

mercoledì 15 maggio 2013

Cosa seguì a Mendel? [pt.2]


Ogni organismo diploide può avere soltanto due alleli per ogni gene, ma in una popolazione di organismi possono essere presenti più di due forme alleliche per uno stesso gene; si hanno alleli multipli che derivano da differenti mutazioni dello stesso gene. Questo accade nei diversi colori del mantello di alcuni mammiferi. Negli esseri umani i quattro principali gruppi sanguigni (A, B, AB e 0) sono determinati dalle combinazioni dei tre alleli di unico gene. Gli alleli A e B sono codominanti, mentre l’allele 0 è recessivo.

martedì 14 maggio 2013

Cosa seguì Mendel?? [pt.1]


Agli inizi del Novecento furono effettuati studi e i relativi risultati costituiscono il nucleo centrale della genetica classica (è un ramo della biologia che si è occupata di ampliare i concetti sviluppati dalle teorie di Mendel).
Molti di questi studi dimostrano che i criteri che regolano l’ereditarietà non sono sempre così semplici e lineari come i risultati riportati da Mendel. Egli aveva accuratamente selezionato alcuni caratteri che mostravano le sequenze ben definite.
Col passare del tempo gli scienziati si accorsero che gli effetti fenotipici di un certo gene possono essere influenzati dagli alleli di quel gene e da altri geni presenti sia nell’organismo che nell’ambiente. Inoltre, videro che la maggior parte dei caratteri è influenzata da più di un gene. Una delle scoperte più sorprendenti fu che i geni possono subire improvvisi cambiamenti.

Mendel e la genetica classica


I primi studi di genetica vennero condotti da G. Mendel; egli, infatti, è anche riconosciuto come il padre della
genetica.
L’importanza del lavoro di Mendel è legata all’introduzione di un rigoroso metodo scientifico. Mendel utilizzò un approccio metodologico del tutto innovativo che prendeva queste tappe:
·         Mise a punto un’ipotesi di lavoro;
·         Pianificò gli esperimenti con cura;
·         Studiò i discendenti di varie generazioni successive;
·         Contò il numero dei discendenti e analizzò i risultati ottenuti;
·         Organizzò i dati in modo tale da rendere la loro valutazione semplice e oggettiva.
Egli osservò che nella prima generazione F1 tutti i discendenti mostravano solamente uno dei due presenti nei genitori, egli definì questo carattere dominante; l’altro carattere venne chiamato recessivo.
Mendel formulò tre leggi diverse basandosi sui risultati ottenuti:
Mendel condusse i suoi esperimenti sulle piante di pisello
  • 1.       Legge della dominanza: dall’incrocio tra due organismi che differiscono per una coppia di caratteri si ottengono solo individui che mostrano il carattere dominante;
  • 2.       Legge della segregazione: ogni individuo ha coppie di fattori per ogni unità ereditaria e i membri di una coppia segregano nella formazione dei gameti;
  • 3.       Legge dell’assorbimento: dall’incrocio di due eterozigoti della generazione F1 si ottiene una seconda generazione in cui i caratteri segregano in maniera del tuto indipendente dando origini a nuove combinazioni in proporzioni definite.


domenica 12 maggio 2013

La regolazione genica nei procarioti


Abbiamo già parlato di controllo genico ma questa volta lo affronteremo nei procarioti.Nei batteri, infatti, il processo di trascrizione consiste nella sintesi di una molecola di RNA messaggero a partire da un filamento di DNA utilizzato come stampo. Il processo inizia quando l’enzima RNA polimerasi, legandosi a un sito specifico del DNA, noto come promotore, provoca l’apertura della doppia elica. Il filamento di mRNA rimane per poco tempo legato allo stampo di DNA mediante legami a idrogeno e si stacca per essere poi tradotto in una sequenza di amminoacidi e formare una proteina.

La regolazione genica


Per regolazione genica si intende la capacità delle cellule di controllare l’espressione dei propri geni in
modo tale da regolare quel processo mediante cui l’informazione portata da un gene viene trasformata in un prodotto funzionale di natura proteica.
Il controllo dell’espressione avviene attivando o disattivando i geni a secondo delle necessità.

venerdì 10 maggio 2013

Le mutazioni genetiche!


Circa un secolo fa H. de Vries definì le mutazioni come caratteristiche che appaiono nel fenotipo. 

Una mutazione è un cambiamento della sequenza o del numero dei nucleotidi in un segmento di acido nucleico. Le mutazioni che si verificano nei gameti sono trasmesse alle generazioni successive; le mutazioni che si verificano nelle cellule somatiche sono trasmesse alle cellule figlie prodotte per mitosi e citodieresi.

La sintesi proteica


Negli organismi eucarioti i meccanismi con cui avviene la sintesi proteica sono più complessi; una caratteristica fondamentale che riguarda gli eucarioti è che la trascrizione ha luogo all’interno del nucleo della cellula, mentre le proteine sono sintetizzate nel citoplasma.
La sintesi proteica richiede l’mRNA, due tipi di RNA: l’RNA ribosomiale e l’RNA di trasporto. Queste molecole differiscono dall’RNA messaggero sia per la struttura sia per la funzione.
I ribosomi sono i siti della sintesi proteica e sono costituiti per un terzo da proteine e per due terzi da RNA; il tipo di RNA che essi contengono è detto RNA ribosomiale (rRNA).

Il vero codice genetico

Il codice genetico è formato da 64 combinazioni di codoni e loro
corrispondenti amminoacidi.
L’aver identificato l’mRNA come la copia di lavoro delle istruzioni genetiche non aveva ancora risolto il problema di come queste istruzioni siano codificate nel DNA. Le proteine contengono ciascuno solo quattro diversi nucleotidi. Non si sa come questi nucleotidi costituivano un codice genetico per gli amminoacidi.
Un codice è un sistema di segnali o di simboli ai quali viene attribuito un significato preciso allo scopo di tramettere un messaggio.
Il messaggio contenuto nel DNA deve essere decodificato per sintetizzare una determinata proteina. Gli scienziati affrontarono il problema con gli stessi metodi che i crittografi usano per decifrare i codici.
Ogni amminoacido deve essere determinato da almeno tre nucleotidi in sequenza.
Ogni combinazione è costituita da una sequenza di tre nucleotidi (tripletta) e viene chiamata codone.

L'mRNA


Ho già parlato dell’mRNA ma è giusto, vista la sua importanza, precisare bene cosa accada. 

In questo post parlerò dell’elaborazione dell’mRNA nelle cellule eucariote.
Una delle maggiori sorprese che si sono avute nello studio del DNA eucariote è stata la scoperta che le sequenze dei geni codificanti per le proteine sono interrotte da sequenze nucleotidiche che non vengono tradotte.
Queste interruzioni non codificanti di un gene sono dette introni, mentre le sequenze codificanti sono chiamate esoni.






giovedì 9 maggio 2013

L'RNA!

Grazie anche alle ricerche effettuate da Pauling, fu chiaro che la molecola di DNA r il codice che contiene le istruzioni per la sintesi proteica e per le varie funzioni cellulari, e che queste istruzioni sono poi eseguite dalle proteine. La sequenza lineare degli amminoacidi di una catena polipeptidica determina la struttura tridimensionale dell’intera proteina e questa struttura a sua volta ne determina la funzione.
Ma in che modo la sequenza delle basi azotate nel DNA può determinare la sequenza degli amminoacidi di una proteina?
Grazie alla si scoprì il ruolo dell’acido ribonucleico (RNA).



martedì 7 maggio 2013

Proteine e geni... sempre insieme!

Le ricerche effettuate per comprendere in che modo il DNA controlli le attività cellulari presero avvio da
un’ipotesi elaborata per la prima volta nel 1908.

lunedì 6 maggio 2013

domenica 5 maggio 2013

giovedì 2 maggio 2013

La PCR

Nel 1986, il biochimico statunitense K. Mullis (1944-) mise a punto un metodo di laboratorio per riprodurre copie multiple di di frammenti di DNA. Questo processo avveniva tramite una reazione a catena della polimerasi, meglio conosciuta come PCR.
Questo processo è in grado di sintetizzare un piccolissimo campione di DNA e di sintetizzare in vitro milioni di copie un suo specifico segmento.

Che cosa complicata la duplicazione del DNA! [pt.3]

Un aspetto significativo della duplicazione del DNA è  che diversi tipi di DNA polimerasi hanno anche la funzione di correggere alcuni errori.
Le DNA polimerasi sono in grado di aggiungere nucleotidi al filamento solo se i nucleotidi già inseriti e appaiati correttamente ai loro nucleotidi complementari sul filamento stampo.
La capacità di leggere le sequenze e di rimuovere i nucleotidi, che non sono appaiati in modo corretto è detta proofreading.










Che cosa complicata la duplicazione del DNA! [pt.2]

Quando la molecola di DNA inizia a duplicarsi, su ogni filamento in via di formazione l'enzima DNA polimerasi comincia ad aggiungere nuovi nucleotidi complementari a partire da una sequenza provvisoria, chiamata di innesco.

Il primer viene sintetizzato e inserito sul filamento stampo del DNA grazie all'enzima DNA primasi. Di norma, tale sequenza è formata da circa una dozzina di nucleotidi di RNA ed è indispensabile perché l'enzima DNA polimerasi altrimenti non riuscirebbe ad entrare in azione e posizionare i nuovi nucleotidi. 



Che cosa complicata la duplicazione del DNA! [pt.1]

Caratteristica fondamentale del materiale genetico è la capacità di ottenere copie esatte di se stesso.

Al momento della duplicazione, la molecola si apre lungo la linea mediana come una cerniera lampo, mentre le basi appaiate si separano a livello di legami a idrogeno (H).



I due filamenti che fungono da stampo si separano. Ciascuno dirige la sintesi di un nuovo filamento complementare che avviene grazie all'utilizzo dei nucleotidi già presenti nella cellula.
Ogni filamento forma una copia esatta di quello a cui era appaiato originariamente.


lunedì 22 aprile 2013

Che meraviglia il nostro pianeta!


Oggi il mondo intero festeggia la 43° edizione della giornata mondiale della Terra, il meraviglioso pianeta su cui abbiamo la fortuna di vivere ogni giorno. Nata il 22 aprile del 1970 è oggi festeggiata da 175 paesi nel mondo.

domenica 21 aprile 2013

ll DNA (ancora!): la sua struttura[pt.2]


Grazie a tutti i dati raccolti, Watson e Crick furono in grado di dedurre che il DNA è una doppia elica mooolto lunga e spiralizzata.
Grazie all'immagine cerchiamo di dare alcune informazioni su questa doppia elica:    

Il DNA (ancora!): la sua struttura [pt.1]

Siamo nella seconda metà del 1900 circa, quando J. Watson e F. Crick cominciarono a studiare insieme il
A sinistra Watson e a destra Crick. 
DNA per cercare di risolvere il problema della sua struttura molecolare.

lunedì 15 aprile 2013

Il codice della vita

Tutto cominciò negli anni Quaranta quando ormai i dubbi sull'esistenza dei geni erano definitivamente
scomparsi. Grazie ai progressi ottenuti nel campo della genetica si sapeva che questi erano contenuti nei cromosomi; una svolta decisiva si ebbe quando gli scienziati si resero conto del fatto che i cromosomi portavano al loro interno un'enorme quantità di informazioni ereditarie. 
I cromosomi sono formati da atomi disposti, a loro volta, in molecole. Alcuni interrogativi sui cromosomi diedero il via all'immensa ricerca di cui si occupa il campo della genetica molecolare. Furono effettuate numerose analisi chimiche e dalle prime scaturì che il cromosoma eucariote è costituito da acido deossiribonucleico (meglio conosciuto come DNA) e da proteine; questi due protagonisti del cromosoma sono presenti in esso in quantità più o meno uguali. Le proteine erano le "candidate perfette" al ruolo di "materiale genetico", ma col passare del tempo tutto cambiò...

mercoledì 3 aprile 2013

Ma come siamo arrivati al DNA?

Ma come siamo arrivati al DNA? Chi mai ha pensato di studiare tutto questo? La storia è lunga! Cerchiamo di riassumerla in breve.

Che cos'è il DNA?


Partiamo dal principio!
La sigla DNA corrisponde all'acido deossiribonucleico. E' il materiale ereditario che si trova all'interno del nucleo delle cellule di tutti gli essere viventi. Può essere considerato come un pezzo dei blocchetti che compongono un corpo. Il DNA contenuto nel nucleo viene chiamato nucleare. Non è da dimenticare però che una piccola porzione del DNA si trova all'interno dei mitocondri; da questi prende il nome di DNA mitocondriale.

mercoledì 20 marzo 2013

lunedì 18 marzo 2013

La genetica... che materia interessante! [pt.2]

La genetica (materia che studia l'ereditarietà, i geni e la variabilità degli organismi) può aiutarci anche a capire   perché le cose che ci capiteranno in futuro accadranno; tra queste c'è anche la possibilità di contrarre malattie così dette "ereditarie" (trasmesse dai propri avi). In questo post cercherò di spiegarvi brevemente le malattie più famose trasmesse "di figlio in figlio", o per lo meno quelle che hanno attirato la mia attenzione maggiormente.

domenica 17 marzo 2013

La genetica... che materia interessante! [pt.1]

Ecco una breve spiegazione della genetica, spiegata attraverso un breve video trovato su YouTube di RaiEdu. Spero vi interessera:)




Mitosi e meiosi

La mitosi e la meiosi sono due processi che riguardano la divisione cellulare.
La mitosi è il processo attraverso il quale vengono prodotte nuove cellule per sostituire o per la crescita di nuove di cellule vecchie, o danneggiate. Si divide in diverse fasi:

martedì 15 gennaio 2013

Il legame covalente

Il legame covalente nasce dalla condivisione, da parte di due atomi, di una o più coppie di elettroni di legame. In tal modo, entrambi gli atomi realizzano l'ottetto stabilità se tali elettroni vengono conteggiati per ciascuno degli atomi collegati. Un atomo può formare al massimo tre legami. Nel caso in cui ci sia un solo legame si dice doppio.

I legami chimici

All'inizio del XX secolo vennero condotti i primi tentativi per intraprendere la valenza in base alla struttura elettronica degli atomi. Oggi sappiamo che gli atomi sono avvinti l'un l'altro da forze, chiamate legami. Sappiamo che i protagonisti dei legami chimici sono gli elettroni di valenza (cioè del livello energetico più esterno).

lunedì 14 gennaio 2013

La tavola periodica degli elementi

Ideata dal chimico russo Dmitrij Ivanovič Mendeleev nel 1869, la tavola periodica degli elementi (o più semplicemente tavola periodica) incontrò alcune difficoltà nel collocare certi elementi.

La storia dell'atomo

Che cosa infinitamente piccola l'atomo; ma come l'umanità è arrivata a questa concezione di atomo?
Con una breve timeline cercherò di riassumere tutta questa lunga faccenda:)

http://www.dipity.com/erikaolita/The-history-of-the-atom_2/

lunedì 15 ottobre 2012

La radioattività spontanea

Nel 1896, Henri Becquerel, scoprì quasi casualmente la radioattività spontanea propria di alcuni elementi. Questa consiste nella capacità di alcuni elementi di emettere spontaneamente radiazioni, che possono essere di tre tipi: α, β e γ.
Le radiazioni del primo tipo sono particelle che recano due cariche positive (+ +); sono le meno penetranti. Le radiazioni del secondo tipo sono particelle che posseggono una carica negativa; sono più penetranti delle particelle del primo tipo. Le radiazioni del terzo tipo sono prive di carica elettrica, hanno una natura ondulatoria e il loro potere penetrante è assai elevato. 


mercoledì 3 ottobre 2012

Gli isotopi

Prima di dare la definizione di isotopi dobbiamo però ripassare dei concetti base che ci serviranno per comprendere al meglio e più facilmente questo concetto. I tre concetti base sono: il numero atomico, il numero di massa e la definizione di nuclide. Il numero atomico (indicato con la lettera Z) consiste nel numero di protoni (particelle subatomiche con carica positiva) presenti in un atomo qualsiasi. NB: Se l'atomo è neutro coincide con il numero di elettroni. Inoltre, ogni atomo ha un numero atomico specifico che lo distingue da tutti gli altri.

lunedì 1 ottobre 2012

Ripasso sull'atomo e le sue componenti


L'atomo: il componente fondamentale della materia
La teoria atomica-molecolare (che fu riconosciuta nel 1859 durante il congresso internazionale di Karlsruhe) sembrava aver chiarito ogni dubbio sulla struttura della materia; l'atomo di Dalton doveva essere definito come la particella più piccola, indivisibile e indistruttibile di cui ogni sostanza è costituita. Però certe proprietà della materia sembravano contraddire questa interpretazione. Gli scienziati cominciarono ad avere dubbi sul fatto che l'atomo fosse davvero l'ultima componente della materia e nel chiedersi se nell'atomo ci fossero particelle ancora più piccole. A formare l'atomo concorrono principalmente: protoni, elettroni e neutroni.
Elettroni, protoni e neutroni: le particelle subatomiche
  • L'elettrone è la particella più piccola delle tre presenti nell'atomo. Ha massa pari a 9,11*10^-31 e carica pari a -1;
  • Il protone ha una massa circa 1836 volte quella dell'elettrone, e possiede una carica elettrica a quella dell'elettrone, ma positiva.
  • Il neutrone è una particella priva di carica e avente una massa circa uguale alla massa del protone.
Un atomo che è elettricamente neutro contiene lo stesso numero di protoni e di elettroni. I protoni e i neutroni convivono a strettissimo contatto nella parte centrale e piccolissima dell'atomo, chiamata nucleo. Protoni e neutroni insieme al nucleo, formano la massa dell'atomo. (La massa complessiva degli elettroni è trascurabile) Essi vengono perciò detti nucleoli
I protoni, pur avendo la stessa carica, possono consistere nel nucleo poiché dentro questo esiste una potentissima forza, chiamata interazione forte o forza nucleare.

mercoledì 19 settembre 2012

In questo blog posterò i miei appunti di scienze, cercando di aggiungere video e collegamenti interattivi; per ora posso dire solo questo:)
Un bacio, Erika.